Ho letto: Come Dio comanda
Di sicuro Ammaniti è uno che sa scrivere. Non si scappa. Però devo dire che questo volume mi è piaciuto meno degli altri suoi che ho letto in precedenza (Come: Io non ho paura, Fango, Ti prendo e ti porto via). Forse la storia un po’ eccessiva (ma in effetti lo sono anche quelle degli altri suoi testi…), troppo cupa, sopra le righe… Personaggi ben delineati, storia un po’ fiacca, solo piena di violenza e rabbia, ma poco avvincente. Terribile la vita nella periferia di una cittadina di provincia, tristissima. E poi c’è questo finale un po’ tronco che proprio non ho capito. In effetti non c’è nulla che mi fa arrabbiare di più di un finale che mi sembra troncato, come se lo scrittore si fosse stufato di scrivere e avesse abbandonato l’opera all’improvviso. Ammetto che può essere che io sia così “gnucca” da non aver capito il vero significato del testo, che quello che io prendo per una troncatura sia invece un brillante finale pieno di sottintesi che mi sono sfuggiti. In ogni caso il mio giudizio non può essere del tutto positivo. Buonissima lettura, a livello di scrittura, mediocre come storia e conclusione.
Per chi fosse interessato, incollo qui sotto una sintesi del libro (presa da IBS)
In sintesi:
In una landa ai margini di tutto vivono un padre e un figlio, Rino e Cristiano Zena, uniti da un amore viscerale che si nutre di sopraffazione e violenza. Tirano avanti un’esistenza orgogliosa insieme a un paio di balordi. Un giorno decidono che è arrivato il momento di dare una svolta alle loro vite. Il piano è semplice: scassinare un bancomat. I protagonisti di questa fiaba apocalittica si ritrovano così in una notte di tempesta, affollata di fantasmi e rimorsi, in cui i fiumi straripano e il fango sembra seppellire ogni speranza. Ma dalle tenebre emerge una ragazzina bionda che sprigiona una forza oscura e finisce per cambiare per sempre i loro destini. “Come Dio comanda” è una sinfonia in cui la più cupa tragedia e lo humour più scatenato si fondono, dando vita a un grande affresco sociale.
Categorie: Libri
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3 comments
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Non ho letto gli altri libri dello stesso autore. Questo l’avevo letto due anni fa. Avevo fatto fatica all’inizio. Anche a me tutta quella violenza, quei modi e quel linguaggio non piacevano molto. Ho fovuto forzarmi, ma poi l’ho terminato. Non mi aveva fatto esaltare in generale, ma nello specifico il finale non ricordo mi avesse dato la sensazione di essere stato bruscamente troncato, però magari sono io che non l’ho percepito.
Ho acquistato da leggere in vacanza l’ultimo della Fallaci. L’hai già letto? 3bin3a
@3bin3a: anche io ho sul comodino l’ultimo della Fallaci da leggere… Un po’ grandicello e quindi scomodo da leggere a letto (unico posto dove ancora mi e’ permesso dedicarmi al mio hobbie favorito). Forse per questo in questa lunga estate non l’ho ancora preso in mano… Ma prima di settembre, devo “farmi” pure quello!
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