Di Mamme, Blog, Marketing e libertà di scegliere
Il bel post di Smamma sul MomMixer di lunedì sera tocca un argomento che è, evidentemente, un nervo un po’ scoperto tra le mamme blogger (e i blogger in generale, oserei dire).
E’ giusto che le aziende contattino le mamme offrendo prodotti in cambio di “pubblicità”? E’ giusto accettare dei prodotti dalle aziende e poi scriverne nei propri blog? E’ giusto che le mamme vengano “pagate” solo con prodotti ed è giusto che scrivano di questi prodotti solo perché le aziende glieli regalano?
Queste sono solo alcune delle domande che frullano in testa a tutte noi.
Io, una risposta certa, ve lo dico subito, non ce l’ho.
Io però sono anche una donna pratica, ma sognatrice insieme. La mia idea è che se un’azienda mi offre un prodotto che davvero mi piace, io sono contenta di averlo (cioè’ mi sta bene come “pagamento” del mio “lavoro”) e quando ne scriverò sarò contenta di farlo… La “furbizia” dell’azienda sta nel fatto di scegliere la persona giusta a cui mandare un certo prodotto o offrire una certa cosa. La “furbizia” della mamma (o del blogger) sta nell’accettare solo prodotti in cui crede davvero.
Facciamo un esempio. Se io scrivo un post che segnala quanto mi sono divertita alla crociera Disney, che è una figata stratosferica bere un aperitivo con Winnie the Pooh a bordo piscina, voi sapete che io non mento. Voi sapete che quello é proprio quello che io penso… Ecco se la Disney fa scrivere un post a me (Disney? Mi stai ascoltando?) per promuovere le sue crociere, farebbe buona cosa. Perché io credo che le mie amiche, le persone che seguono il mio blog o le mie tracce nella rete, sanno benissimo come la penso e sono comunque persone che mi apprezzano e che sanno cosa apprezzo io…
In un post del genere, comunque, io credo andrebbe sempre segnalato che si tratta di un post chiesto da un’azienda. Perché la trasparenza e l’onesta, come ha scritto Piattini nei commenti al post di Smamma, pagano sempre.
Ecco, se io invece vi scrivessi un post su una nuova linea di trucchi, o una nuova linea di borse superlusso io credo che la mia credibilità ne soffrirebbe parecchio e che chi mi segue potrebbe pensare che ciò che scrivo non è esattamente ciò che penso.
Quindi sta a noi blogger capire se una cosa ci interessa o meno, se accettare o meno un prodotto da un’azienda e poi che cosa scriverne…
Per carità, una può anche scegliere di accettare e pubblicare tutto, ma in effetti il suo pubblico potrebbe esserne un po’ sconcertato…
Ma questo è solo l’inizio.
Voi sapete che Filastrocche.it compie 10 anni (Auguri!) proprio in questi giorni.
Il mio più bel giochino, nato per caso, è diventato negli ultimi anni il mio vero lavoro. Ma non crederete mica che sia sempre stato così, vero?
Per anni è stato un gran buco nero. Io ci buttavo dentro tempo, impegno, soldi e non ne ricavavo nulla, almeno direttamente.
Per ANNI (dico ANNI, non mesi!) mi accontentavo di nulla se non la soddisfazione degli utenti e di qualche bella pacca sulle spalle.
Facciamo un esempio. Accettai una volta una collaborazione con Virgilio, fu proprio Smamma a chiamarmi. Filastrocche.it forniva contenuti al portale in cambio di un link. Capito bene? Un link… Ma a me andava bene così. Ero agli inizi, se il mio sito era citato ero contenta, si doveva “posizionare”, io dovevo far capire “di cosa ero capace”. Filastrocche.it era la mia vetrina, dimostrava che ero in grado di tenere su un sito da sola, riempiendolo di cose che evidentemente interessavano gli utenti…
Di collaborazioni come quelle con Virgilio ne ho fatte a DECINE! Ma nessuno si è mai sognato di scandalizzarsi, perché accettavo, di fatto, di lavorare gratis… Non lo facevo perché ero ingenua o da difendere. Lo facevo perché Filastrcche.it doveva finire in tutti i posti più belli della Rete (questo pensavo!), permettermi di fare esperienza e di collaborare con tante realtà diverse, perché la cosa mi permetteva di conoscere tante persone che, al momento giusto, si sarebbero ricordate di me e della mia professionalità.
Filastrocche.it era (ed è ancora) il mio biglietto da visita.
Dopo un bel po’ di questi lavori sottopagati (o proprio non pagati), qualcuno ha cominciato ad accorgersi che quello che facevo era fatto bene, che forse si poteva provare a chiedermi di fare altro… insomma pian piano mi hanno offerto cose sempre più interessanti e, finalmente, giustamente pagate.
Perché vi racconto questo? Perché ho paura che qui ci stiamo un po’ montando la testa. E’ vero che la rete dà tante opportunità, ma guardate che fare soldi facili non è (quasi) mai possibile. Scriveteli bene i vostri blog, buttateci dentro la vostra passione, quello che siete… Non è detto che subito riusciate a farli rendere, ma alla lunga, perbacco, ci riuscirete. Non tutte certo, molte si perderanno per strada (magari trovando sulla loro via cose più interessanti da fare!). Ma quelle che hanno davvero delle cose da dire in rete, ne sono certa, verranno fuori. Ma non senza sacrifici. Non volendo subito “far soldi” a tutti i costi. Ma impegnandosi a fondo per far capire di cosa si è capaci!
Quello che intendo è che nella vita bisogna lavorare sodo (citando il commento di MammaFelice al già citato post di Smamma), non solo pretendere.
Ecco, poi come sempre, la virtù sta nel mezzo. Nel mondo perfetto, l’azienda ti paga, ti ascolta, ti chiede consigli. Ed è proprio quello che spero di riuscire pian piano a far capire in giro.
Ma qui non è ancora un mondo perfetto. Ma per starci il meglio possibile, bisogna impegnarsi, c’è poco da fare.
Ognuno seguendo le proprie inclinazioni.
Non importa se farete recensioni di prodotti, o scriverete per editori grandi o piccoli, o animerete forum, oppure, semplicemente, terrete il vostro blog come uno spazio personalissimo di condivisione delle vostre vite e idee.
Basta che lo facciate in modo onesto, trasparente e soddisfacente per voi.
Basta che abbiate un disegno in testa che sia il filtro con cui interpretare tutte le opportunità che si possono cogliere: il disegno di fare il miglior servizio/blog/sito di sempre nel vostro settore, di diventare una professionista in grado di lavorare ed essere apprezzata (e dunque anche ben pagata), il disegno di poter un giorno provare la grande gioia di lavorare per la propria passione.
Il disegno, il sogno è quello che aiuta a scegliere, a decidere, che ti fa sentire realizzata anche se apparentemente hai lavorato per nulla (in realtà tu sai che hai messo un mattone prezioso sulla tua costruzione). Io sono felice di aver già fatto un bel pezzo del mio disegno, ma il sogno è lungi dall’essere completo. E devo dire che quando incontro persone che come me perseguono un loro disegno, ci si capisce all’istante.
Non so se si è capito quello che intendo. Se volete parlarne ancora, sapete dove trovarmi.
Categorie: Lavoro
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43 comments
Oh, Jolanda, che bisogno che c’era di un post così! Finalmente hai raccontato davvero bene cosa c’è dietro un sito di successo: il lavorare gratis, la fatica, le soddisfazioni personali se non economiche. Condivido che nei blog come nella vita ci si deve dare un obiettivo appassionante, che poi è quello che ti fa stringere i denti se è il caso oppure in grado di consolarti anche se il successo scarseggia.
Sì, proprio un bel post, scritto con i piedi ben piantati per terra…e attaccati a un bel paio di gambe arancioni, vedo.
P.S.: poi mi mandi la fattura per l’ufficio stampa
)))
Che bel post Jolanda, grazie! Dovrei stamparmelo e attaccarlo sul frigo, o sopra il letto!
A me MI sembra perfetto.
@MdiMs: sai che prima di dire le cose io sono una che medita…
@Lorenza e Mamma Imperfetta: grazie! Sono contenta che condividiate…
brava, sono daccordo con te e apprezzo il tuo lavoro
Grazie Jolanda! E’ un post molto bello, schietto e interessante.
Quando ho aperto il blog (e forse anche adesso) di disegni veri e propri non ne avevo. Ma già aver conosciuto persone con le idee, la determinazione e l’energia che hai tu per me è una bella esperienza.
Caspita se si capisce. Si capisce eccome!
Brava, mille volte brava. Che bello sottolineare la libertà di scelta, la passione, il coraggio, l’ottimismo… la fatica!
Bello mille volte!
gran bel post, chiaro ed esplicativo!
Dal numero di commenti lasciati intorno alla mezzanotte, si può dedurre che le blogger lavorano tanto e dormono poco
Grazie Jolanda, è proprio quel che intendevo.
Tu hai portato la tua storia raccontandoci come hai, di fatto, investito sui contenuti per poi cogliere altre opportunità.
E senza dubbio c’è la percezione che sia una strada faticosa e dura ma non sono certa che tutte
comprendano cosa vuol dire investire sui contenuti online per ottenere dei risultati.
E non lo dico “dall’alto” ma con tutta l’umiltà di chi, come te ne sono certa, si è ritrovata
a dare consigli spassionati su come caricare una foto o inserire gli analytics in modo che se poi
uno ti chiede “sì ma quanti utenti fai?” sia possibile rispondere.
Ecco io credo che, rispetto a dieci anni fa, ci siano più strumenti e più possibilità per chi
vuole guadagnare online, fermo restando che alla base ci saranno sempre lavoro e qualità individuali.
Non mi sembra però che ci sia un’adeguata consapevolezza di quali siano le effettive opportunità.
Ad esempio, in merito alla collaborazione di tanti anni fa (e sia chiaro a beneficio di tutte che
non ero certo io a disporre del budget editoriale di Virgilio) aveva comunque dei requisiti
interessanti da condividere: non era esclusiva (potevi collaborare con chiunque altro),
non richiedeva contributi originali (quindi non dovevi duplicare il lavoro), aveva dei ritmi
assolutamente affrontabili perché si trattava di aggiornare 4 volte l’anno (e lo so bene perché
toccava a me tutto il copia-incolla in HTML puro!).
Il web è cambiato anche in questo: spesso ora ti chiedono contenuti esclusivi, perlomeno settimanali
e ti viene chiaramente detto che se scrivi su VivaLaMamma.it (spero nessuno lo abbia registrato)
è meglio che tu non scriva su EvvivaLeMamme.it (idem come sopra).
Che poi se uno lo vuol fare, lo fa e ci mancherebbe.
Perché, come tu racconti, se una ha un disegno fa di tutto per portarlo avanti.
Poi però trovi un commento come quello di Mammain3D e ti rendi conto che effettivamente,
noi, che vecchie non siamo ma navigate certamente sì, abbiamo una lucidità sulle possibilità
delle Rete che non è detto appartenga a tutte.
Non che ci sia solo la Rete, non che guadagnare sia il motivo che ti spinge ad aprire un blog,
però alla fine, come dicevo nel mio stracitato post (grazie!) se una mamma blogger vuole
crearsi un’alternativa per poter perseguire il suo disegno o magari mentre cerca di capire
qual è il suo disegno quali sono le alternative?
Tu hai raccontato dieci anni di esperienza ma mi sembra che ora le cose vadano più veloci.
Quantomeno perché ci siamo sbarazzate di HomeSite. Ci sono social media, corporate blog,
adsense… E ci sono anche molte più persone che possono esprimersi online senza essere
ingegneri informatici. Se tu avessi lanciato Filastrocche due mesi fa, non ti sentiresti sommersa
da tanta liquidità pur sapendo esattamente quel che vorresti fare?
Il MomMixer è stata una bella occasione e un bel tentativo per ampliare il nostro sguardo.
Solo, ecco, mi aspettavo che un guru come la Bailey ci raccontasse strabilianti sviluppi
e invece mi è sembrato un po’ un deja-vu, per quanto in ottima compagnia
Grazie Jolanda! Proprio un bel post e belle parole. Belle perchè parlano di sogni, di passione, di impegno, determinazione, fatica. Un bel post che fa capire quanto è importante sognare e avere nello stesso tempo i piedi ben piantati a terra e pronti a camminare e faticare per raggiungere lo scopo.
Grazie.
Bellissimo post. Condivido ogni tua parola ed ammiro il tuo percorso. Brava! Altro che Bailey…
Brava, brava, brava, complimenti da una neoblogger.
ah se ti capisco, io è dal 1998 che sono online con i miei siti (prima e blog poi)
come al solito chiarissima e – come tu stessa dici – lavoratrice, pratica e sognante insieme. grazie jolandaz!!!
ho visto che hai citato il mio commento su smamma e quindi non sto a ripetermi e a occupare spazio. dico solo una cosa, a integrazione di quello che hai raccontato tu. i blog e il web sono uno spazio pubblico e mediatico, un tipo di media nuovo rispetto a televisione giornali e via dicendo che ci hanno abituato a un fornitore e tanti consumatori di informazione. noi stessi blogger siamo produttori di informazione, n questo senso la nostra presenza in rete non è neutrale, dobbiamo esserne consapevoli. stare sul web è il passaggio obbligato anche per chi si occupa di comunicazione. per questo io dico, informiamoci, partecipiamo anche gratuitamente a degli esperimenti, dei “giochi” e poi scegliamo consapevolmente cosa vogliamo fare, che direzione vogliamo prendere, nel rispetto degli altri e di noi stessi.
Hai toccato dei punti molto importanti: per esempio quello della sincerità, dell’effettiva vicinanza tra una persona e un prodotto quando si propongono delle attività o iniziative, e quello della lunga strada per realizzare delle idee. E’ proprio lunga, sì, ma il tuo post incoraggia chi ha una visione a perseguirla, e questo è bello. Poi non dimentico che in rete ci sono sì persone che hanno aspirazioni e reputazione professionali da costruire, ma anche persone che vogliono solo raccontare ed esprimere un pezzo di sè, ma la cui vita è “altrove”. Osservo quindi con grande interesse questi dibattiti e dinamiche tra persone diverse perchè per molti versi sono troppo “dentro” certi concetti (col marketing ci sono nata e cresciuta e gli devo tutto, e nulla è più lontano da me di qualcuno che lo considera cattivo per partito preso o odia le aziende per principio!:) e mi è utilissimo quindi avere uno sguardo esterno, alternativo, il più possibile variegato. Insomma, quello che è logico e va bene per una, non va bene per un’altra. Banalità ma santa verità
Quindi grazie per i sogni e per i piedi per terra, che ci vogliono SEMPRE entrambi.
con grande stima, F.
@Smamma: E’ verissimo che oggi le cose vanno piu’ veloci, stravero! Infatti una volta per aprire un sito, soprattutto se non ti potevi permettere di spenderci, era una “vera fatica”. Non c’era nessun programma che ti permettesse di fare pagine senza conoscere HTML, non esisteva una piattaforma dove in 5 minuti (5!) ti aprivi un blog… Per fare un sito, oltre ai contenuti, dovevi saper anche programmare un po’.
Oggi ti puoi tranquillamente concentrare solo sui contenuti e dopo un po’, se vedi che le cose vanno bene, ti fai fare un template carino (ma da qualche esperto)… Oggi sui contenuti si può starci molto di più.
Va anche detto che oggi c’è molta “più concorrenza”. Sono molte di più le persone che aprono i blog. Ma, scusate, la sfida sta proprio qui. Come ho già avuto modo di scrivere, verranno fuori i contenuti davvero interessanti. Verranno fuori quelli che in poco tempo riescono a scrivere contenuti originali (perchè se ci metti 3 ore a post, non ci siamo: il gioco non ti vale la candela). Il mondo va più veloce. Non dico che la cosa mi piaccia (anzi, ultimamente mi fa anche girare un po’ le palle) però è così e se stiamo a piagnucolarci sopra, non ci ricaviamo nulla…
Quello che voglio dire è che il mondo cambia, la rete cambia e noi bisogna cambiare, imparare ad usare social media o mezzi che ci permettano di faticare meno e ottenere di più.
Insomma ora vado a prenotare un Ipad!
In merito alla Bailey, è vero che non è stata esaustiva. Ma io sono sicura che se cerchiamo in rete di storie di successo partite dal web ne troviamo tante. Bisogna però intendersi su quello che riteniamo un successo. Ora per le blogger mi sembra di percepire che la cosa più importante sia scrivere, farsi pubblicare, farsi pagare per dare contenuto. Ma la realtà è che la rete serve un sacco anche solo per farti conoscere gente, per tessere relazioni. E più gente si conosce, più opportunità ci saranno di trovare qualcosa da fare, non necessariamente in rete. Io ritengo un successo anche se una dopo aver tenuto un blog per un po’, nel momento in cui torna al lavoro (magari dopo una maternità) lo trova grazie a persone o relazioni instauratesi grazie al blog…
Oppure si può usare la rete in altri modi. Ci stai dentro, la conosci, ti fai “le ossa” e poi sei in grado di cogliere un’opportunità che nessuno ha ancora scoperto.
Un’altra cosa voglio dire: qui in rete, come in tutti gli altri campi, l’esperienza conta e tanto. Anche a me a volte sembra che non tutte seguano tutto quello che diciamo, ma pian piano ci arriveranno, provando le cose in prima persona, provando, relazionandosi col mezzo e con le persone che lo frequentano. E pian piano diventando esperte di qualcosa potranno cogliere le opportunità che di volta in volta si presentaranno…
@Tutte: ma voi avete capito cosa mi ha portato la collaborazione con Virgilio oltre al semplice link? Ho conosciuto Smamma. Sarà mica poco, no?
grazie, Jolanda
Jolanda,
che io non sia blogger o meglio una che non lo fa con cognizione lo si capisce dal ritardo della risposta rispetto alle altre!!!
pero’ una cosa te la posso dire.
tu sai come ci siamo conosciute e i miei dubbi iniziali su una serie di aspetti sui quali abbiamo parlato.
beh, questo post è stupendo, lo metterei come premessa e presentazione di ciascun blog/sito/social network o iniziativa in cui tante persone mettono il cuore senza alcun ritorno anzi investendo tempo e soldi che quasi certamente non torneranno.
Non posso aggiungere nulla a quello che hai scritto se non che sottoscrivo in pieno.
un abbraccio, maria
mi è piaciuto molto il post, sincero, diretto, stimolante, consolante, … mi viene spesso voglia di smettere … mi fai venir voglia di non farlo (magari qualcuno direbbe che dovrei…) e soprattutto mi spiace ancora di più di non essere potuta venire lunedì! sigh!!!
Sono totalmente d’accordo Jolanda. E’ la coerenza con se stesse che rende legittima la collaborazione con le aziende. E se le inziative, oltrechè essere coerenti i propri principi, sono anche divertenti… EVVIVA!
@Jolanda: mi piace molto l’idea del cambiamento. Fossilizzarsi su un modello di ‘come dovrebbe essere un blog’ ci rende statici. Mentre pensiamo ai paletti che vorremmo mettere, il web è già cambiato.
Per questo il web mi piace e mi stimola pazzescamente: perchè so che se oggi ho fatto schifo, domani le cose potranno cambiare ancora e ancora, finchè continuerò a metterci il mio impegno.
La coerenza, io lo dico sempre, è una brutta bestia. Quando mi dicono che non sono coerente, io dentro di me sto godendo!
A me l’unica cosa che mi ha davvero salvata, nella vita, è stata la capacità di cambiare, di stravolgere la mia vita, di intraprendere strade assurde solo perchè ci credevo.
E il web è perfetto, per operare nel cambiamento.
Ieri sera quando lo hai postato l’ ho letto con l’ attenzione che si puo’ dare a quell’ ora e mi sembrava gia ‘ esauriente e trasmetteva sensazioni ed indicazioni positive ,oggi rileggendolo lo ritengo ancora piu’ completo da stampa ed archiviazione come ha scritto Maria.
Tra farmacisti Lunedi Mommixer, Martedi radio,Mercoledi passaggio Rai, famiglia, marito e figli ,non e’ che ci nascondi qualche rimedio portentoso che stai testando?
@farmaciaserrage: ho già scritto qui come faccio, seguo il consiglio di questa http://jolanda.filastrocche.it/2009/10/la-donna-e-mamma-perfetta/
@Jolanda: come volevasi dimostrare, e per andare “oltre” il buzz marketing, nel tuo commento hai dato un sacco di dritte per chi volesse intraprendere questa strada.
“Se le cose vanno bene ti fai fare un template ma da un esperto”, “Se ci metti 3 ore a post non ci siamo”, “la Rete serve per tessere relazioni”… Queste indicazioni ti sono uscite in un flusso e forse sono scontate per alcune di noi ma non è detto che lo siano per tutte.
Rileggendo il commento di ieri mi sono resa conto che il mio riferimento a Mammain3D poteva essere frainteso: non intendevo portarla ad esempio di chi non ha una visione lucida della Rete
ma solo come una delle tante persone che, seguendoti, “recepisce” quel che tu comunichi e ne fa l’uso che ritiene.
Ovvero, si è tanto parlato di campagne, gadget, compensi buzz marketing, parliamo anche del duro mestiere della Rete e offriamo esperienze e strumenti. Ho cercato di spiegare quel che intendo
rispondendo ai commenti sul mio post. Ma non è poi neanche importante “spiegarlo”: l’importante era, credo, ampliare il discorso sul tema.
Quanto a noi, cara: Stay hungry, stay foolish
Ecco, probabilmente la facilità con cui ci si può aprire un blog (per fortuna!) è un nodo cruciale: si potrebbe pensare che sia tutto semplice e alla portata di tutti.
Arriva invece inevitabilmente un momento in cui, se davvero dedichi impegno e risorse in un progetto online, devi crescere. Devi essere disposto a investire denaro (in un sito tecnicamente funzionante, in un dominio, in uno spazio web adeguato…), devi essere disposto a investire un certo numero di ore ‘importante’, rispetto alle 24 che hai a disposizione.
Io per esempio sono ancora in una fase in cui certi tipi di articolo mi costano fatica, e posso anche metterci un paio d’ore. Non è produttivo, lo so, ma mi aiuta a riflettere.
Perché in fondo per me tutta questa faccenda di scrivere, aggiornare un blog, dire la mia… è una grande terapia psichiatrica. Prima o poi avrà l’effetto sperato, sulla mia follia?
L’avevo perso!Fino all’ ultimo secondo pensavo di avere dato la svolta alla giornata ….Bellissimo il gadget al collo!
@Mammafelice: esattamente quello che intendevo, grazie per averlo espresso così chiaramente. Per la terapia psichiatrica non saprei, aspettiamo le tue evoluzioni
Anch’io, sull’onda di queste riflessioni, avevo scritto un post su questo argomento. Ma quasi quasi lo cancello e lo sostituisco con un link al tuo: hai detto veramente tutto nel modo migliore possibile.
Sei troppo avanti!
PS: a questo punto, mi spiace ancora di più di non esserci stata lunedì!
@TUTTE: ma che bei discorsi, idee, riflessioni… Così mi piace!
Una cosa quindi ora risulta chiara a tutte: il web è un bel mezzo, un bel giochino, una grande opportunità di lavoro, confronto, incontro e tantissime altre cose insieme. Ma non è che sian tutte “rose e fiori”. Per poterlo sfruttare al meglio, in qualsiasi campo (lavorativo, sociale, personale) bisogna conoscerlo e usarlo in modo corretto… Insomma in altre parole: ci vuole impegno pure per stare in rete!
Che fatica!
Come ti ho scritto su fb io sono d’accordissimo. Scrivo nel mio blog, e ci investo energie e tempo, perch… Mostra tuttoè mi piace farlo. Per il resto ho accettato, al momento, solo due collaborazioni di marketing, perchè erano attinenti alla mia persona e ai miei pensieri. Mi sono dimostrata, così, coerente! Ne ho rifiutate altre 10 perchè cozzavano con i miei principi (ed al contrario delle due accettate, alcune di quelle rifiutate offrivano un compenso in denaro)….questo è quanto.
Pubblicità unita a coerenza e decoro si….ma opportunismo NO
Anche a me è piaciuto moltissimo il tuo post! Mi è capitato di trovarmi a leggere qualche post di polemica riguardo questo argomento e sono d’accordo con te soprattutto sul fatto di non avere le idee chiarissime, che chi parla di un prodotto ricevuto in dono da un’azienda dovrebbe comunicare che si tratta di un post “pubblicitario” ed accettare di scrivere di oggetti che piacciono. Io non voglio nè diventare famosa nè essere pagata, al momento trovo davvero bello il solo fatto di potermi confrontare con tante mamme, scambiare idee e “rubare” lavoretti da fare con i bimbi! Claudia
Ho letto un bel po’ di commenti sia qui che sul post di smamma.
.
Innanzitutto complimenti per la chiarezza e la spontaneità. Ne è nata una discussione interessantissima.
Io sono blogger da qualche anno. All’inizio per gioco, poi è nata la passione. Di blog ne ho più di uno e nascono tutti da interessi che ho coltivato o che sto coltivando …me ne manca uno sul calcio ma credo rimedierò tra un po’
Chiaramente se si decide di darci un taglio “markettaro” …perché no, basta che sia chiaro fin dall’inizio. Stravolgimenti in corso non mi piacciono e li trovo opportunistici.
Quando mi capita di provare alcuni prodotti per aziende specifico all’inizio che si tratta di una recensione che mi è stata chiesta e scelgo di dire sempre e comunque la mia opinione..anche negativa se necessario.
Non vorrei sentirmi “pagata” a prestazione positiva…non so se mi spiego..ho anch’io una mia dignità e una coscienza. Coscienza che impone spesso e volentieri di rifiutare alcune proposte. Ho fatto anch’io degli sbagli, di sicuro ne farò ancora..l’importante è riconoscerli e migliorare poi.
Dal primo mio blog nato per puro esercizio informatico sono passati anni . Mi ricordo ancora la gioia dei primi centesimi per qualche click sugli annunci. Arrivare alla situazione attuale è tanto impegnativo, molto più di tanti altri lavori che ho fatto.E’ necessario avere una costanza massimale, un impegno continuo, una dose enorme di passione e anche un bel po’ di lungimiranza. Aprire un blog col fine ultimo del puro guadagno al giorno d’oggi credo sia molto comune (oltre che molto facile) ma rimarranno sempre e comunque senz’anima. Senza gli ingredienti che citavo prima, non si va da nessuna parte.
Last bu not least…
Grazie ancora per il post, che avevo già apprezzato su FB. Non avrei saputo dire di meglio, davvero.
Jolanda,
come sempre sei stata chiara e onesta.
già prima di conoscerti mi piacevi, ora mi piaci con cognizione di causa
e soprattutto sei una donna in gamba!
Rossella alias mammalellella
Seguo il dibattito tra un bagnetto e un’allattata. Grazie Jolanda, ti ho aggiunto tra i miei link, devo dire che hai espresso molto bene il senso del tuo lavoro, cresciuto al di fuori di nepotismi e conoscenze. Non posso fare altro che complimentarmi. Brava brava e ancora brava
Questo post è talmente vero che dovrebbe essere un manifesto per tutte quelle persone che intendono intraprendere un’attività online!
[...] Mammachespasso: Perché vi racconto questo? Perché ho paura che qui ci stiamo un po’ montando la testa. E’ [...]
Cercavo foto per un post di BM sull’argomento e mi sei saltata fuori tu con la tua gambetta (tranquilla, non ti metto nella gallery!) e ho finito col leggere il tuo post. Chiarissimo e da sottoscrivere in pieno!! Grazie per la schiettezza! Ciao, Lucia
@lucy: ti ringrazio per la clemenza di lasciarmi fuori dalla gallery!
[...] e frequentando soprattutto i food blog (dove si trovano le stesse scuole di pensiero), mi sento di sostenere in pieno quello che afferma in un post del suo blog Jolanda. Penso che la pubblicità, la recensione del prodotto, possano tranquillamente abitare nei blog, [...]
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