Avremo il Tempo Pieno? Chi può dirlo!
Ragazze sono arrabbiata nera.
Sono appena rientrata dalla riunione di interclasse e ho avuto modo di scambiare 4 parole con le maestre della scuola dei miei pupi.
Vi spiego la mia situazione, per farvi capire di cosa parlo.
Matilde ha 11 anni, l’anno prossimo va alle medie.
Aurora ne ha 5 e il prossimo settembre se ne andrà alla scuola elementare.
Come la maggior parte delle mamme di Milano (correggetemi se sbaglio) io HO BISOGNO del tempo pieno, perchè qui in città non ci sono nonni e tutte le ore che i figli non stanno a scuola o li tengo io o devo pagare una baby sitter.
Ma si sa, la cara Gelmini è un po’ che cerca di farcelo capire: avere figli è un privilegio!
Comunque, le classi quinte che escono dalla nostra scuola quest’anno sono 3.
Le classi prime che inizieranno il prossimo anno saranno 4.
“Di che ti lamenti?” direte voi.
Ma qui sta il trucco: le classi saranno di più. Gli insegnanti NO!
Quindi: le compresenze se le sono già mangiate gli anni scorsi…
E senza compresenze, da noi, vuol dire: niente informatica, niente laboratori, nessuna uscita didattica (gite!). Ma a che serve, in fondo, che i nostri figli sappiano usare il computer? A che serve andare in gita scolastica? Per caso qualcuna di voi se ne ricorda? (Non dico se vi ricordate i monumenti o i musei, va da sé che non si andava in gita per quello. Dico se vi ricordate l’atmosfera, la gioia di stare insieme non necessariamente sui libri…).
L’anno prossimo, oltre ad essere tutte senza compresenze, una delle prime sarà anche priva di tempo pieno.
Pare che il Dirigente della scuola sia andato a chiedere lumi in provveditorato e la gentile risposta è stata: “Le mamme se ne faranno una ragione!”.
Ecco l’ho detto. Ma perchè cavolo siamo sempre noi a dovercene fare una ragione?
Ci tolgono la compresenza? Ce ne faremo una ragione.
Ci tolgono il tempo pieno? Ce ne faremo una ragione.
Ma perchè non ci tolgono la Gelmini che sragiona?
Nella pratica io ho una sola possibilità, probabilmente. Affidarmi alla fortuna, incrociare le dita e sperare, sperare, sperare che Aurora finisca in una delle prime con il tempo pieno.
Diciamo che ho una buona probabilità.
In fondo sono 3 prime a tempo pieno contro una sola senza.
Ma attenzione mamme: in scuola gira voce che su Milano saranno 3000 le famiglie che l’anno prossimo saranno senza tempo pieno.
Ricordo a tutte che questo è un post scritto di getto, arrabbiata e scoraggiata.
Io spero vivamente che qualcuna di voi potrà contraddirmi, farmi vedere che quello che ho scritto non è vero.
Dimostrarmi con i numeri che le voci che girano a scuola son solo fregnacce e leggende metropolitane.
Io spero solo che qualcuna mi possa tirar su il morale…
Ma fino ad allora io resto fermamente convinta che qui si lavora per spingere la gente alle scuola private.
E, intendiamoci, non ho nulla contro le scuole private. Vorrei solo che si potesse sempre scegliere se iscrivere i propri figli alla scuola statale o privata. E non essere obbligati ad andare nel privato perché si sta distruggendo, piano piano, dal basso, in silenzio, la scuola statale.
Categorie: Vita coi figli
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28 comments
Allucinante, ALLUCINANTE!
Noi abbiamo ricevuto ieri la lettera di ammissione alla scuola dell’infanzia: l’attendevamo da Gennaio. Ce l’abbiamo fatta. Noi. L’amichetta del cuore di Dafne no, non ce l’ha fatta. Lei andrà alla materna privata. Dalle suore.
Io mi sveglio al mattino e l’unica cosa che continuo a chiedermi, da due anni a questa parte, è: Ma cosa ci faccio ancora qui?
@Mammafelice: veramente… Non si può dire altro che ALLUCINANTE. Comunque cara, se decidi di andare da qualche parte, dimmelo. Se non ti spiace, vengo con te!
Lo so, purtroppo questa non è che una delle mille conseguenze negative di questa riforma… non ci sono più compresenze, non si riescono a fare le gite, ci sono classi elementari con 6 insegnanti.. mi piacerebbe che lo capissero tutti quelli che erano contenti per la riforma!
Ma quand’è che faranno ministro dell’istruzione qualcuno che sa qualcosa di scuola e di pedagogia?????
Premesso che io conosco bene la situazione universitaria e male quella scolastica, mi sono fatta l’idea che le varie riforme Gelmini siano un male necessario dopo anni di sprechi e porcherie varie a livello nazionale da parte dell’attuale classe dirigente scolastica/universitaria. Il grave è che tale classe dirigente andrà in pensione impunita dopo aver rovinato l’ambiente pubblico e chi resta si dovrà fare un mazzo tanto per rimettere in piedi la baracca e per mettere in condizione di non nuocere “i figli” degli attuali dirigenti.
Chi paga sono quindi gli utenti cioè tutti noi che come te non sappiamo cosa succederà l’anno prossimo. Quello che mi sembra inutile sia accusare le riforme Gelmini di tutti i mali della scuola pubblica degli ultimi 20 anni e cercare di bloccarle, non saranno un capolavoro ma, come anticipato, un male necessario poichè mettendo mano al portafoglio rendono interesse di tutti i virtuosi far fuori le mele marce che rubano uno stipendio e rovinano le nostre scuole.
@Giulia: mi spiace. Ma non sono d’accordo con te. Non posso pensare che gli unici tagli si debbano fare alla scuola pubblica. Per carità, probabilmente un po’ di riforme per “fare pulizia”, come dici, vanno anche bene. Ma gli insegnanti e gli educatori dovrebbero essere migliori, non essere meno. I problemi di costi non si risolvono lasciando i figli sulle spalle delle famiglie… E qui si apre un lungo discorso: c’è chi dice che chi fa i figli se li deve anche guardare. Probabilmente ha ragione. Ma calcola che chi di figli non ne fa, più avanti vorrà comunque la sua pensione. E hai mai pensato chi pagherà la pensione a questi? I miei figli e i figli di tutte quelle mamme che avranno avuto il privilegio di fare figli…
Scusami. Mi prendi in un momento che sono un po’ polemica. Ma ogni tanto, sai, mi girano…
Credo che sia più di una voce quella che toglieranno 3000 posti al tempo pieno…proprio ieri sentivo un servizio e diceva proprio questo…vogliono portare la gente ad andare alle private. Questo è il succo. Ti dico che se il problema sono i soldi, io sarei pure disposta a pagare 15 euro al mese per il tempo pieno. Nessuno in fondo l’ha mai proposto…ma credo che si voglia proprio scardinare tutto il sistema delle scuole pubbliche…
Concordo in tutto,
posso aggiungere che anche io non ho niente contro le scuole private ma sono molto contraria al finanziamento pubblico delle suddette??
Perché lo stato (attraverso la regione lombardia) deve dare i “buoni scuola” a chi sceglie la privata? Se ci fossero tanti soldi ci si potrebbe anche pensare, ma visto che non ce n’è prima si danno alla scuola pubblica.
Concordo con Giulia sul fatto che la classe dirigente universitaria/scolastica non ha saputo autogovernarsi e ha fatto molti danni. Ma le riforme non si fanno solo tagliando i fondi, e soprattutto iniziando dala scuola elementare.
Pare che ci siano degli studi che dicano che le uniche risorse che servono a diminuire le differenze sociali siano quelle spese per le elementari. Dopo è troppo tardi. Ma noi i soldi li diamo alle private… che in Italia vuol dire alle scuole cattoliche per il 99%. A scuole che hanno già mille aiuti, tipo non pagare l’ICI… aaaaarrrrggggghhhh
Jolanda, sono d’accordissimo che l’istruzione pubblica dovrebbe essere iper e non ipofinanziata (oltretutto io sono molto meno aperta di te nei confronti dell’istruzione privata), ma non si può negare che ci sia stata una malgestione da furbetti all’italiana della scuola e purtroppo noi saremo la generazione che dovrà subire le conseguenze di questa malgestione nazionale (facciamocene pure una ragione). Io credo che le riforme del ministro (Gelmini ma diciamo pure Tremonti) siano basate sul fatto che non si può dare soldi a chi fino a ieri li ha sprecati facendo finta di niente o dicendo solo qualche parola di circostanza sulla meritocrazia. Che poi si potesse fare di meglio, è indubbio (come è indubbio che un governo di centro destra spinga sulle scuole private), ma che qualcosa bisognasse fare è altrettanto innegabile. Personalmente voglio aspettare un paio di anni prima di dare un giudizio definitivo.
Jolanda, avrei potuto cambiare Milano con Mestre e avresti descritto la situazione della scuola delle mie figlie. Solo una cosa mi sento di precisare ed è una cosa che mi pare sfuggita anche nei commenti: qui non si tratta di agevolare le madri che lavorano, le famiglie senza nonni, evitare gli sprechi di denaro pubblico…questi sono tutti aspetti collaterali del fatto primo: ai nostri figli vengono date meno opportunità di apprendere, meno mezzi, meno ore di lezione! Non siamo (solo) noi genitori a pagare, non sono le scuole, o gli insegnanti, sono i bambini!!!
Io ero dubbiosa sul tempo pieno. Avevo paura di dovermi sentire in colpa perché ero cosretta per il mio lavoro a lasciare mia figlia a scuola così tante ore, invece dopo un anno di prima elementare a tempo pieno ho visto i vantaggi che questo tempo scuola ha per i bambini. Non corriamo il rischio di far deviare troppo le nostre legittime osservazioni sulla scuola da quello che è il primo obiettivo dell’istituzione scolastica.
@Silvia: GIUSTISSIMA osservazione. Quello che sta succedendo toglie opportunità ai nostri bambini, che sono poi il futuro nostro e di tutti. Io ho la fortuna di avere un dirigente veramente bravo, che sa fare il suo lavoro e lo fa con passione. Ma purtroppo arriva solo fin dove puo’. Non può certo pretendere che gli insegnanti vadano a lavorare gratis. Ma è davvero triste che a pagare siano sempre i più piccoli e indifesi. E’ triste che i tagli si abbattano sulle opportunità dei bambini.
Io l’interclasse ce l’ho domani… ma mi hanno già detto le mamme dei futuri primini che la situazione da noi è identica… qui abbiamo una scuola a tempo normale e una a tempo lungo, da quando c’è la “ministra” si arriva a settembre prima di sapere se il tempo lungo sarà possibile (già quest’anno i genitori pagano una cooperativa per il venerdi pomeriggio, altrimenti non si poteva fare!) e nella scuola a tempo normale (e i miei vanno li) le prime inizieranno a 27 ore e tutte le altre classi a 30 (per fortuna! … incrociando le dita) con tutti i problemi relativi ad insegnanti, trasporto e soprattutto ad ore in meno di lezione e di nozioni che questi bambini avranno….ecc…. CHE SCHIFO…. sempre più incertezza, niente coopresenze (si è fortunati se si hanno delle brave maestre che tentano in ogni modo di giostrare la situazione…)… ma d’altronde, a che servono le uscite didattiche, il nuoto, imparare la geografia, la tecnologia…. mica vorremmo farli diventare troppo intelligenti sti’ figlioli (che poi magari pretendono di candidarsi loro!) … siamo già così privilegiati ad averceli i figlioli… che altro vogliamo?
Hai, anzi, abbiamo perfettamente ragione ad essere arrabbiate (anzi, incazzate nere!!!) stanno ledendo il diritto all’istruzione dei bambini … e nonostante le proteste e le opposizioni continuano su questa strada…. mi ripeto: CHE SCHIFO!
da noi c’è il problema inverso le mamme sono ancora per la maggior parte casalinghe così hanno votato per il tempo ridotto, perchè poveri bambini tutta la giornata a scuola…e noi che lavoriamo lo prendiamo a quel servizio
il vero rpoblema di oggi è che i genitori spesso non hanno la possibilità di stare a casa almeno mezza giornata per fare i genitori, e quindi diventa necessario che qualcun altro tenga i figli che non sono ancora in grado di stare da soli. Questo a me mette una tristezza infinita e mi ripeto sempre la stessa domanda ch esi pone MammaFelice: perchè sto ancora qui?
Ma mi sono anche data una risposta: per la mia famiglia, perchè non reggerei a non avere la mia mamma vicina, e mio padre da seguire che mi fa preoccupare, ed i nonni che me li voglio godere finchè ci sono, ed i fratelli che mi mancherebbero.
Però è anche vero che qualche taglio andava fatto, eprchè troppe persone si stavano approfittando e prendevano stipendio per non insegnare niente, diciamoci anche questo. Poi magari i tagli sono stati eccessivi o ponderati male, ma qualcosa andava sicuramente fatto.
Solo una frase mi è sembrata brutta, in un tuo commento: “lasciando i figli sulle spalle delle famiglie…”. Ecco, detto così sembra ch ei figli siano un peso per le famiglie, che debbano essere cresciuti e curati da altri. Ma non credo che questo sia il tuo pensiero.
@Claudia: è che qui c’è un po’ “un cane che si morde la coda”. Cerco di spiegarmi. A me piacerebbe anche riuscire a ritagliarmi più tempo per stare con i miei figli, al limite anche lavorare solo al mattino. Ma questo non è possibile. La vita oramai costa troppo per poter permettere alle mamme di stare a casa e non lavorare. Come si fa? Io sono libera professionista, ho persone che lavorano nel mio ufficio, tasse da pagare, i figli da mantenere (il mio privilegio)… Se voglio “far girare tutto”, DEVO lavorare e praticamente a tempo pieno. La mia frase, non è molto felice, lo ammetto. Infatti l’ho scritta ieri sera, sull’onda dell’incazzatura… Poi giustamente Silvia ha puntualizzato che i tagli alla scuola tolgono opportunità ai nostri figli e anche questo è verissimo. I primi anni che Matilde andava a scuola e che non si parlava ancora di riforme, io ero rimasta stupita di come fosse organizzata la scuola elementare. E non a caso sulla fascia elementare la scuola italiana era ai primi posti come efficienza in Europa… Ora passeremo tra gli ultimi. Ho scritto più sopra che sono anche d’accordo con i tagli, col premiare per esempio gli insegnanti che più si impegnano e lavorano. Ma non sono d’accordo sui tagli che tagliano le gambe alle opportunità dei nostri figli e che non aiutano le famiglie che lavorano perché non possono farne a meno.
Non so se sono riuscita a spiegare bene il mio pensiero… è un po’ difficile per scritto!
da noi in paese nessuno ci hanno dato la possibilità di scegliere: il dirigente scolastico ha detto che istituiva una classe a tempo ridotto e vuoi sapere come è finita? nessuno ha scelto quella classe!
almeno noi abbiamo avuto la possibilità di scegliere…
Scusate se mi permetto di rispondere a Claudia-Cipi su una frase: “qualche taglio andava fatto, perchè troppe persone si stavano approfittando e prendevano stipendio per non insegnare niente…” … queste persone ci sono ancora (e non solo fra quelle che insegnano!), perchè purtroppo i tagli non sono stati fatti valutando il servizio effettivo delle persone ma indiscriminatamente (e alla fine rimangono sempre quelli che non fanno un … piffero!) … e come già detto chi ne subisce sono i nostri figli —-> gli adulti di domani che magari manco sapranno che abitanto in Veneto o in Emilia o in Sicilia dato che si taglierà anche la geografia! o che non sapranno perchè son scoppiate le guerre perchè poi si taglierà anche la storia … perchè tanto a cosa serve? O che non sapranno parlare altre lingue perchè tanto stiamo in Italia, ti serve proprio andare all’estero? Che si adeguinino gli altri se vogliono venire qui…. Come ha precisato Jolanda, la scuola italiana era ai primi posti come organizzazione (perchè dai, nella maggior parte dei casi funzionava abbastanza bene!) e adesso?….
Io, per ora, ho la fortuna che nei piccoli centri ci sono più soldi e quindi per ora niente tagli. Perdipiù, per qualche tempo, anch’io ho pensato di chiedere il tempo ridotto, per una serie di ragioni legate al mio caso particolare.
Ora sinceramente da un lato il tempo ridotto continua a sembrarmi l’ipotesi più umana, ma il tempo pieno è quella più sostenibile, soprattutto in Lombardia dove la maggior parte delle donne lavora e dove molti sono immigrati da altre zone, quindi senza il supporto della famiglia (che peraltro nemmeno io ho, perché i miei lavorano ancora).
@Lanterna: ma io capisco benissimo che chi ha più tempo preferisca una scuola non a tempo pieno. Ci mancherebbe! Probabilmente se potessi, la preferirei anche io. Ma purtroppo non posso. Io non vorrei che pian piano ci tolgano “la scelta”, la possibilità di scegliere tra il tempo pieno e quello invece ridotto… Tutto qua. Non esiste una soluzione valida per tutti. Ma bisogna che tutti possano scegliere!
Nella scuola del nostro quartiere si difende il tempo pieno, hanno pochissimi iscritti e il discorso è al contrario, per garantire l’organico si chiede a tutti i genitori di iscriverli al tempo pieno.
Però è una scuola che propone poco e molti genitori invece di iscriverli qua preferiscono le scuole del centro e il dubbio dell’ammissione o no.
Io lunedì parteciperò ad un’assemblea di genitori c/o la scuola secondaria dove andrà Vittoria, anche se lei l’anno prossimo frequenterà l’ultimo anno della scuola primaria, proprio per discutere con i docenti e il presidente del Consiglio d’istituto sul rischio dell’annullamento del tempo pieno. Chissà perchè sto sperando che le cose non siano proprio così, che ho capito male e che la scuola proporrà delle alternative valide.
Illusa?? Vi farò sapere!
Stefania mamma di Vittoria
Io ho due bambini alle elementari, e come tante mamme devo lavorare per contribuire al bilancio famigliare (altri due figli pascolano ancora in zona prescolare, poi c’è il mutuo, le spese e tutto il resto…!) Pur essendo tra le privilegiate che godono di orari flessibili, non sarebbe proprio pensabile ridurre la mia giornata lavorativa a sole 3/4 ore. Quindi il tempo pieno per me è una necessità. Detto questo, non posso non notare che la necessità è MIA, appunto, non dei miei bambini. Per loro, sono certa che sarebbe molto meglio trascorrere a scuola solo mezza giornata, tornare a casa a pranzo, avere i loro tempi di recupero (a volte il mio secondogenito, 6 anni, dopo pranzo ancora si addormenta per un pisolino ristoratore!) e imparare poco a poco ad organizzare anche il loro tempo “libero” tra giochi, compiti, attività varie e quant’altro. Personalmente non credo che il tempo pieno sia in sè garanzia di migliore apprendimento – anzi non riesco nemmeno a capire come quelle povere maestre riescano a tener desta l’attenzione di ventitre “novenni” (si dice?!) alle due del pomeriggio per spiegar loro le divisioni…;) Fatto salvo che oggettivamente serve, evviva quindi il tempo pieno, ma non facciamone una questione di qualità – equivarrebbe tra l’altro a dire che chi fa il tempo modulo ha meno possibilità e meno risultati dei nostri figli, e questo non è vero. Mi sbaglio?
mi sembra di sentire i discorsi di 23 anni fa che faceva mia madre. Io ho un bimbo piccolino e non sento parlare di elementari da molti ann, ma ricord questo
quando mio fratello iniziò le elementari mia madre che lavorava come segretaria a tempo pieno andò a scuola alla riunione.
sua suocera era appena morta e sua madre appena opeata di tumore al seno, chiese la possibilità della mensa e le risero in faccia perchè alle altre mamme non serviva………. fu costretta a scegliere una scuola paritaria
torniamo indietro al posto di progedire?
grazie a Dio mio figlio va ad un nido comunale co orari flessibili e un programma di tutto rispetto, ambinte serio e educatrici competenti ( solo un po’ costoso per me che non sono residente, ma va bene così)
Da me è sempre così: le classi si formano in base alle richieste e, quindi, fino a giugno non si sa che tempo faranno i bambini. Con la prima sono stata l’ultima che è rientrata nel tempo pieno (gli altri si sono attaccati). Quest’anno sono in attesa della sentenza, ma voci di corridoio mi dicono che dovrebbero esserci due prime a tempo pieno e, quindi, dovremmo rientrarci senza problemi. Ma si può vivere così?
Leggendo una delle tue ultime risposte ai comment, Jplanda, mi è venuta in mente una (slita) considerazione: questo cambiamento costringe le famiglie a riadattarsi, e purtroppo non si riadatta in contesto sociale per favorire una situazione equilibrata. E allora, dal momento che questi bambini devono pur stare da qualche parte, le mamme si preoccupano, si interrogano, valutano se è possibile rinunciare al loro lavoro per accudire i loro figli (che sono il futuro della nostra società di domani). Per contro, non c’è nessun progresso rispetto, tanto per dirne una, alla flessibilità del lavoro maschile. E se c’è una rinuncia da fare (non parlo di chi vuole farlo, ma di chi può o meno), può pensare di farla solo una donna, una mamma. Che possa ad esempio mettersi in discussione un papà è impensabile, perché nessuno gli darebbe un part time. se n’è abbondamente e sempre discusso: ho la sensazione che tutto questo faccia parte di una bella rete ingarbugliata, e “farsene una ragione” non contribuisce a dipanarla.
Forse dovremmo smetterla di farcene una ragione; riflettevo in questi giorni che nella mia città è così: facciamo troppo presto a lamentarci, e troppo presto a rassegnarci davanti alle cose che non funzionano, tanto che diventano un’abitudine Questa cosa mi intristisce, mi fa arrabbiare, e se ho sempre detto che l’unica speranza di cambiamento sono i bambini, i progetti, e la scuola come luogo privilegiato di educazione, quando leggo dello sfacelo in cui vessa la scuola italiana mi sento davvero sconfortata.
Jolanda anche a Roma siamo nella stessa situazione, qui ci sono un paio di scuole occupate dai genitori e dei presidi permanenti, la risposta del responsabile del CSA (ex provveditorato) è simile a quella ricevuta da voi. Anche Filippo inizierà la prima a settembre e anche nella ns scuola che funziona “solo” a tempo pieno (anche le medie lo sono) hanno dato in organico un insegnante in meno. Quindi 3 prime e 5 insegnanti. come faremo? il DS (quello che una volta chiamavamo preside) per garantire le 40 ore a tutte e tre le classi ha proposto il modello del “maestro prevalente” che fa la maggior parte delle ore e delle materie e le altre saranno coperte da le altre insegnanti della scuola. Risultato? Un girotondo di insegnanti alla faccia della “figura di riferimento” utilizzata come punta di diamante della riforma.
…. domani sera, alla scuola di Via Tolstoy (milano), è stata concessa una riunione straordinaria in merito… a giugno escono 2 classi quinte… e a settembre entrano 5 classi prime!! e non ci sono le insegnanti per le nuove classi, solo quelle delle classi uscenti!!!!!
Non lavoro ma un giorno, perchè no, mi piacerebbe riprendere…
Ho una bambina di 9 anni che fa il tempo pieno e un bimbo di 1 anno e mezzo che non solo non so’ se farà il tempo pieno, non so’ se ci sarà posto nell’unica scuola che è sempre carente di posti…
Vorrei rispondere alla mamma che dice che il tempo pieno è un parcheggio e che i bambini stanno meglio a casa a fare il riposino, certo in questo stato dove la famiglia non è aiutata forse la scuola è anche un parcheggio, per me però è una grande opportunità di crescita per mia figlia che impara a gestire il suo tempo per i compiti, che impara a dividere la sua vita con i compagni di diversi parti del mondo, che sviluppa il suo carattere autonomamente e tante cose ancora…
Per per il tempo pieno è una grande opportunità e una grande richezza, purtroppo è stato in parte tagliato perchè quando c’è da risparmiare la scuola è un facile bersaglio….
La situazione della scuola anche in un piccolo paese come il mio è uguale alle grande città!! Il tempo pieno è per una classe ed i posti limitati, quindi c’è la corsa per le iscrizioni! Le compresenze sono già state tolte quest’anno, nella classe di mia figlia ci sono 2 certificati, ma l’insegnate di sostegno si deve dividere con le altre classi, quindi le ore sono ridotte al minimo, per non pensare alle assenze per malattie che vengono coperte dalle insegnati a rotazione, ora per ora! Le uscite didattiche sono state 2 in tutto l’anno e la gita è stata organizzata dai genitori!! Sabato sono andata alla riunione per le medie e la situazione è ancora più critica, sono solo 2 classi da 28 ragazzi cadauna compreso i due certificati, senza docente di sostegno!! Scuola dalle 8 alle 13 e senza laboratori se non quelli classici, informatica solo sulla carta!! inglese (altro tasto dolente perchè le insegnanti che hanno fatto il corso di lingua, hanno insegnato inglese, insomma mia figlia in 5 elementare, ha fatto inglese con le canzoncine!!! Per la pronuncia noi genitori ci siamo fatti promotori di un progetto con una madre lingua per qualche ora!!! Sono proprio delusa, ed ogni anno ed ogni riforma è sempre peggio!!! Arriveremo ad avere una classe di 50 ragazzi con un insegnate !????
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