Ho letto: Il gioco dell’angelo
Per tipe come me, questo è un libro pericoloso. Sì, non sto scherzando: PE-RI-CO-LO-SO!
Il problema sta nel fatto che questo è un libro che “ti prende”. Come leggi le prime pagine, sei colta da una voglia matta di sapere come andrà a finire! Anni fa (quando ero all’Università!) non era un problema: stavo tutto il giorno a leggere e lo finivo in un soffio (quella che non finivo era l’Università, ma non si può avere tutto!). Ora però le cose sono un po’ diverse e io non ho più il tempo di stare tutto il giorno con il libro in mano.
Nel contempo, qualsiasi cosa io faccia durante la giornata, la testa se ne sta nel libro, all’interno della trama, insieme ai personaggi, per capirli, per indovinare quali saranno le loro prossime mosse… Il risultato è che tutto quello che faccio nei giorni in cui sto leggendo questo tipo di libri, mi viene malissimo: certo, come capita quando si fanno le cose pensando ad altro. Per questo l’ho definito “pericoloso”, perché mi fa trascurare tutto, dimenticare un sacco di cose, essere distratta e nervosa…
La mia fortuna è che a leggere sono abbastanza veloce, per cui di solito riesco a finire questi tomi in fretta e risolvo così il problema. Leggo prima di andare a dormire, poi casco dal sonno e spesso mi addormento con la luce accesa e il libro in mano. Nella notte mi risveglio e visto che ho già il libro in mano, perché non leggere qualche pagina? La mattina, due occhiaiacce grosse così!
Ma che devo fare?
Nello specifico, questo “Gioco dell’angelo” ha proprio una trama intensa, interessante, accattivante, che mescola amore, amicizia, paura, mistero… La scrittura è scorrevole, le ambientazioni ben descritte e reali (anche le più paurose e spettrali!). La storia si svolge a Barcellona, come negli altri libri di Zafòn, e la città è essa stessa protagonista della storia, con le sue vie, le sue piazze, la sua atmosfera gotica.
Era da un bel po’ che questo volume se ne stava sul mio comodino in attesa di essere letto, ma chissà perché non mi attirava, il titolo forse… Insomma quando alla fine l’ho iniziato son stata proprio piacevolmente colpita. Perbacco: non me l’aspettavo che fosse così coinvolgente. Anche perchè avevo già letto un altro volume dello stesso autore, “L’ombra del vento”, e non mi aveva colpito particolarmente. Questa seconda opera invece è davvero avvincente!
Unica pecca: il finale un po’ “esagerato” (ho trovato eccessiva la serie di morti, lotte, incontri, coincidenze…). Ma è abbastanza normale che dopo tanto coinvolgimento nella trama, sul final si resti un po’ delusi. Almeno a me capita spesso, forse per troppa aspettativa.
Comunque nel complesso a me è piaciuto, mi ha fatto passare piacevoli ore immersa in un’avventura avvincente.
E così mi son già procurata anche il volume successivo dello stesso autore: Marina. Pronta per altre notti insonni con libro in mano, vi farò sapere…
Per chi fosse interessato, incollo qui sotto una sintesi del libro (presa da IBS). [Read more →]
settembre 1, 2009 3 Comments
La torre di Yomo
E’ luogo comune che i bambini sappiano e amino giocare con tutto, con qualsiasi cosa.
Posso confermare che è verissimo.
Anzi i miei spesso giocano molto di più e meglio con le cose che non sono giocattoli.
Per carità giocano un sacco anche con i “grandi classici”: barbie, macchinine, lego…
Ma le cose preferite spesso non hanno nulla a che fare col mondo dei giocattoli.
Ecco per esempio uno dei loro giochi preferiti:
Si, si, non sto scherzando: giocano con lo Yomo! Per l’esattezza con gli scatolini dello yogurt Yomo Fragola (da noi si mangia ESCLUSIVAMENTE lo Yomo Fragola!).
Sono ANNI che raccogliamo gli scatolini vuoti. [Read more →]
gennaio 27, 2009 13 Comments


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