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	<title>Il blog di Jolanda &#187; informazione</title>
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		<title>Il lavoro di UNICEF in Africa</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 10:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jolanda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al rientro dalla Tanzania, dopo qualche giorno di pensieri confusi ed emozioni forti, è giunto il momento di raccontarvi qualcosa di questa intensa esperienza insieme a UNICEF e P&#38;G. Al di là delle solite osservazioni tipo: &#8220;è come essere in un altro mondo&#8221; (peccato che invece è proprio lo stesso mondo in cui viviamo anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al rientro dalla Tanzania, dopo qualche giorno di pensieri confusi ed emozioni forti, è giunto il momento di raccontarvi qualcosa di questa intensa esperienza insieme a <a title="UNICeF" href="http://www.unicef.it/" target="_blank">UNICEF</a> e P&amp;G.</p>
<div id="attachment_2986" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/bambini_in_fila_400.jpg"><img class="size-full wp-image-2986" title="bambini_in_fila_400" src="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/bambini_in_fila_400.jpg" alt="" width="400" height="129" /></a><p class="wp-caption-text">Bambini in un villaggio della Tanzania</p></div>
<p>Al di là delle solite osservazioni tipo: &#8220;è come essere in un altro mondo&#8221; (peccato che invece è proprio lo stesso mondo in cui viviamo anche noi!) ci sono altre riflessioni che vorrei condividere qui sul mio blog.<br />
Una di queste è il lavoro di <a title="UNICEF" href="http://www.unicef.it/" target="_blank">UNICEF</a>.</p>
<p>Seguendo la filosofia profonda insita anche nella frase &#8220;Se incontri un povero non dargli del pesce, insegnagli a pescare&#8221;, <a title="UNICEF" href="http://www.unicef.it/" target="_blank">UNICEF</a> si impegna profondamente nella formazione: di medici, di operatori sanitari, di insegnanti ed educatori, di personale tecnico, di mamme, di ragazzi… E&#8217; un lavoro molto intenso e faticoso, che deve superare anche alte barriere culturali e abbattere i muri di credenze popolari dure a morire (Del tipo che bisogna evitare di farsi vaccinare perché viene inoculato il virus del cristianesimo!).</p>
<div id="attachment_2987" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/formazione_1_300.jpg"><img class="size-full wp-image-2987" title="formazione_1_300" src="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/formazione_1_300.jpg" alt="" width="300" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Formazione in Africa</p></div>
<p>In Africa si deve insegnare tutto, anche le regole che a noi sembrano più ovvie. Per esempio si deve insegnare l&#8217;importanza di lavarsi le mani (possibilmente col sapone!) e di curare l&#8217;igiene personale, di conservare l&#8217;acqua in modo che non venga contaminata e non diventi un pericoloso veicolo di virus e infezioni.<br />
Si deve insegnare a gestire una gravidanza, convincendo le donne ad andare a partorire in ospedale invece di farlo in casa, dove spesso il cordone ombelicale viene tagliato con coltelli utilizzati in cucina o nei campi (con il risultato che il parto si trasforma spesso in tragedia per la mamma e per il bambino).<br />
Si deve insegnare le basi di una corretta alimentazione in modo che posano nutrirsi in modo più equilibrato e salutare anche con le poche risorse che hanno a disposizione (La semplice informazione che un&#8217;alimentazione variata è la più sana e utile per mantenersi in forma, manca del tutto).<br />
Si deve insegnare a non discriminare i disabili o le persone colpite da particolari disturbi congeniti (per esempio si lavora per far capire che gli albini sono persone come le altre e non hanno organi interni con poteri magici, terrificante credenza che si porta dietro pratiche inumane che vi lascio immaginare).</p>
<div id="attachment_2988" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/formazione_2.jpg"><img class="size-full wp-image-2988" title="formazione_2" src="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/formazione_2.jpg" alt="" width="300" height="406" /></a><p class="wp-caption-text">Nutrirsi in modo vario e lavare i piatti in modo corretto sono 2 insegnamenti fondamentali</p></div>
<p>E quelli che ho riportato qui sopra sono solo alcuni esempi.<br />
C&#8217;è tanto lavoro da fare.<br />
Il bello è che nei volti delle persone che ho incontrato ho visto la voglia di fare, di collaborare, di aiutare.<br />
Nei villaggi ognuno impegna parte del suo tempo per il bene comune e per la collettività.<br />
Purtroppo ho visto anche tanta povertà e una triste rassegnazione (specialmente nel volto delle mamme con in braccio i loro bimbi malati negli ospedali).<br />
E questa mancanza di speranza è dolorosa e angosciante…<br />
Ma <a title="UNICEF" href="http://www.unicef.it/" target="_blank">UNICEF</a> sta lavorando bene e ne sono la prova le tante dimostrazioni di affetto che l&#8217;organizzazione ha ricevuto in ogni ospedale, scuola o villaggio che abbiamo visitato durante la missione in Tanzania.</p>
<div id="attachment_2989" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><a href="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/bambini_350.jpg"><img class="size-full wp-image-2989" title="bambini_350" src="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/bambini_350.jpg" alt="" width="350" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Bambini in un villaggio della Tanzania</p></div>
<p>E&#8217; chiaro che il lavoro da fare è tanto, tantissimo.<br />
Ma alle volte anche dare una mano non è così semplice come potrebbe sembrare.<br />
Quando ero là, vista la povertà in un villaggio, ho espresso il desiderio di ottenere un indirizzo postale a cui inviare di volta in volta i vestiti che i miei bambini non usano più. Un semplice gesto che pensavo avrebbe potuto essere utile. Ma qualcuno mi ha segnalato che in quel modo avrei rovinato il sarto del villaggio, che a causa dei vestiti inviati da me avrebbe perso il lavoro…<br />
Questo per dire che per aiutare davvero è meglio conoscere a fondo le dinamiche di vita nei villaggi o affidarsi a chi le conosce bene.</p>
<p>Se volete però un piccolo gesto di aiuto lo potete fare fin da subito e in modo molto semplice: <a title="1 bacio = 1 vaccino" href="http://www.desiderimagazine.it/missionebonta/home.aspx" target="_blank">basta un vostro click</a>.<br />
Infatti <a title="UNICEF" href="http://www.unicef.it/" target="_blank">UNICEF</a>, affiancata da P&amp;G, lancia nuovamente la campagna contro il Tetano neonatale (iniziata nel 2010) e <a title="1 bacio = 1 vaccino" href="http://www.desiderimagazine.it/missionebonta/home.aspx" target="_blank">per ogni vostro click</a> P&amp;G si impegna a regalare un vaccino!</p>
<p>Si tratta di una piccola cosa, ma da qualche parte si deve pur iniziare, non trovate?</p>
<p>Inoltre, per ogni confezione di prodotto partecipante all’iniziativa venduta, P&amp;G donerà all’<a title="UNICEF" href="http://www.unicef.it/" target="_blank">UNICEF</a> l’importo necessario per l’acquisto di una dose di vaccino antitetano.</p>
<p>Per ulteriori informazioni sulla Campagna &#8220;1 bacio=1 vaccino&#8221; e per visionare l&#8217;elenco di prodotti P&amp;G che partecipano all&#8217;iniziativa, <a title="Insieme contro il Tetano Neonatale" href="http://www.unicef.it/doc/1779/dash-e-unicef-insieme-contro-il-tetano.htm" target="_blank">visitate il sito UNICEF</a>.</p>
<p>Per donare con un semplice click, <a title="1 bacio= 1 vaccino" href="http://www.desiderimagazine.it/missionebonta/home.aspx" target="_blank">cliccate qui</a>!</p>
<div id="attachment_2992" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><a href="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/mamma_bimbo_350.jpg"><img class="size-full wp-image-2992" title="mamma_bimbo_350" src="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/mamma_bimbo_350.jpg" alt="" width="350" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Una mamma e il suo bambino</p></div>
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		<title>Anche in Africa l&#8217;informazione passa dalle mamme! :-)</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 21:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jolanda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni sono in Africa al seguito di UNICEF e P&#38;G per vedere come l&#8217;organizzazione benefica agisce sul territorio nella prevenzione e nella cura dei principali problemi dei bambini in questo paese. Oggi siamo andati a visitare un ospedale a un&#8217;ora circa da Zanzibar e poi abbiamo incontrato delle mamme… delle mamme che fanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni sono in Africa al seguito di <a title="Unicef Italia" href="http://www.unicef.it/" target="_blank">UNICEF</a> e P&amp;G per vedere come l&#8217;organizzazione benefica agisce sul territorio nella prevenzione e nella cura dei principali problemi dei bambini in questo paese.</p>
<p>Oggi siamo andati a visitare un ospedale a un&#8217;ora circa da Zanzibar e poi abbiamo incontrato delle mamme… delle mamme che fanno un lavoro per certi versi molto simile al mio: parlano con le altre mamme!<br />
Solo che il loro lavoro ha un fine molto più importante: salvare molte vite umane, tutti i giorni.<br />
Queste mamme hanno seguito un corso per insegnare alle altre mamme come loro a nutrire correttamente i bambini e a prevenire le principali malattie!<br />
Ora cercherò di spiegarvi come funziona questo importantissimo progetto <a title="UNICEF Italia" href="http://www.unicef.it/" target="_blank">UNICEF</a>!</p>
<div id="attachment_2976" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><a href="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/mamme_350.jpg"><img class="size-full wp-image-2976" title="mamme_350" src="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/mamme_350.jpg" alt="" width="350" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">Le mamme volontarie</p></div>
<p>In Africa metà della popolazione è formata da bambini e ogni donna ha in media 5/6 figli. Tra i problemi più grandi da affrontare ci sono di certo la malnutrizione e le malattie.</p>
<p>Le donne africane tornano solitamente a lavorare 3 giorni dopo il parto, stanche e stremate come si può essere dopo la nascita di un figlio. Di solito allattano al seno per circa 2 settimane (sì, sì, avete letto bene 2 SETTIMANE). Poi iniziano a introdurre diversi alimenti come succhi, fagioli, patate, radici, acqua. Questi alimenti sono pericolosissimi per i bambini e non solo perché il loro apparato digerente non è pronto a riceverli, ma sopratutto perché sono alimenti contaminati e portatori di malattie come il tetano neonatale o la diarrea, che, se non curate in tempo, sono mortali.</p>
<p>Per darvi un&#8217;idea di quanto queste malattie siano pericolose in questo paese, vi riporto una notizia che mi ha colpito molto. Medici e operatori del settore sanitario consigliano anche alle mamme portatrici del virus HIV di allattare esclusivamente al seno il neonato, nonostante esista rischio di passaggio del virus dell&#8217;AIDS con il latte materno. Ci sono infatti fior di ricerche che dimostrano che il rischio di morte neonatale dovuto ad alimentazione con cibo contaminato è più alto rispetto a quello di contagio HIV.<br />
Si sceglie, in pratica, il male minore, che è il rischio di contrarre l&#8217;AIDS!<br />
Questo la dice lunga su quanti bambini muoiono in Africa a causa di ingestione di alimenti contaminati.</p>
<p>Ed è per questo che è così importante insegnare alle mamme che i neonati vanno allattati esclusivamente al seno per almeno 6 mesi (meglio se si riesce ad arrivare ai 2 anni d&#8217;età) e che devono essere vaccinati contro le principali malattie.</p>
<div id="attachment_2977" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><a href="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/bambino_350.jpg"><img class="size-full wp-image-2977" title="bambino_350" src="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/bambino_350.jpg" alt="" width="350" height="287" /></a><p class="wp-caption-text">Un bimbo che ho incontrato in ospedale</p></div>
<p>Purtroppo la cosa non è così semplice! Infatti per tradizione e cultura popolare i neonati vengono nutriti anche con alimenti diversi dal latte materno. Le vecchie del villaggio, le nonne consigliano alle mamme le antiche ricette, che spesso sono anche intrise di credenze e superstizioni difficili da scalzare.</p>
<p>Lo stesso dicasi per le vaccinazioni: considerate, specialmente dagli anziani del villaggio, con sospetto, quando non addirittura nocive!<br />
Le mamme spesso non hanno la forza di opporsi alle antiche tradizioni e, se si aggiunge la diffidenza verso i medici e gli ospedali (che restano comunque pochi e difficili da raggiungere), è facile capire come siano ancora troppe le mamme che nutrono i propri piccoli in modo sbagliato e molto pericoloso.<br />
E come siano ancora troppe quelle che non fanno vaccinare i propri figli.</p>
<p>Per questo motivo <a title="UNICEF Italia" href="http://www.unicef.it/" target="_blank">UNICEF</a> e il governo africano hanno pensato di fare arrivare alle mamme l&#8217;informazione attraverso un canale di cui si possono fidare: le altre mamme!<br />
In pratica il governo &#8220;arruola&#8221; le mamme e <a title="UNICEF Italia" href="http://www.unicef.it/" target="_blank">UNICEF</a> le istruisce su come insegnare alle altre mamme l&#8217;importanza di allattare esclusivamente al seno e di vaccinare i propri bambini.<br />
Queste mamme portatrici di informazioni così vitali, sono le stesse che sono cresciute nei villaggi. Conoscono le altre mamme a cui vanno a parlare, magari sono andate a scuola insieme da piccole, sono le amiche con cui giocavano durante l&#8217;infanzia…<br />
Le mamme seguono dei corsi, organizzati da <a title="UNICEF Italia" href="http://www.unicef.it/" target="_blank">UNICEF</a>, e imparano le principali linee guida per l&#8217;alimentazione corretta e la prevenzione delle principali malattie. Poi, girano di villaggio in villaggio a spargere notizie e informazioni…<br />
Inutile dirvi che questo progetto ha avuto e continua ad avere molto successo e che è considerato uno dei modi più efficaci per prevenire la mortalità infantile in Africa.</p>
<div id="attachment_2978" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><a href="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/mamma_bimbo_saluta_350.jpg"><img class="size-full wp-image-2978" title="mamma_bimbo_saluta_350" src="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2011/10/mamma_bimbo_saluta_350.jpg" alt="" width="350" height="447" /></a><p class="wp-caption-text">Una mamma e il suo bambino</p></div>
<p>Nella prima foto che illustra questo post, ci sono in primo piano due mamme volontarie che, seguito il corso di <a title="UNICEF Italia" href="http://www.unicef.it/" target="_blank">UNICEF</a>, vanno per i villaggi a insegnare alle altre mamme come nutrire e curare i loro bambini.<br />
Nella seconda vedete un bimbo che ho incontrato oggi in ospedale.<br />
Nella terza vedete una mamma con il suo bimbo, che ora sta bene. Il piccolo qualche mese fa era malnutrito ed è stato curato in ospedale grazie all&#8217;intervento delle mamme volontarie!</p>
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		<title>Che cosa voglio&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 14:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jolanda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina, come annunciato anche qui sul mio blog, si è svolto l&#8217;incontro tra Mamme Blogger organizzato da me e ItMom, insieme al centro ASK della Bocconi e a FattoreMamma. Appena alzata dal letto ero già emozionata di poter incontrare le amiche con cui chiacchero in rete già da un pezzo, senza però averle mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, come annunciato anche qui sul mio blog, si è svolto l&#8217;incontro tra Mamme Blogger organizzato da me e <a href="http://theitalianmom.blogspot.com/" target="_blank">ItMom</a>, insieme al centro <a href="http://portale.unibocconi.it/wps/wcm/connect/Centro_ASK/Home" target="_blank">ASK </a>della Bocconi e a <a href="http://www.fattoremamma.com/" target="_blank">FattoreMamma</a>.<br />
Appena alzata dal letto ero già emozionata di poter incontrare le amiche con cui chiacchero in rete già da un pezzo, senza però averle mai viste di persona!<br />
Nell&#8217;atrio della Bocconi si sentivano le mamme ciaccolare&#8230;<br />
&#8220;Ma tu sei&#8230;!&#8221;<br />
&#8220;Sì! E tu sei&#8230;&#8221;<br />
E così via!<br />
Finite queste divertentissime presentazioni, siamo scese in aula per l&#8217;incontro.</p>
<div id="attachment_725" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2008/12/mamme_blogger_bocconi.jpg"><img class="size-full wp-image-725" title="mamme_blogger_bocconi" src="http://jolanda.filastrocche.it/wp-content/uploads/2008/12/mamme_blogger_bocconi.jpg" alt="Ma come siamo belle!" width="400" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">Ma come siamo belle!</p></div>
<p>Non mi voglio dilungare troppo sulle cose che si sono dette.<br />
Tra pochi giorni (dateci solo il tempo di fare il montaggio!) mettermo on line il video e tutti potranno farsi un&#8217;idea propria e personale dell&#8217;incontro.<br />
Qui voglio ringraziare le mamme che sono venute questa mattina di persona, e anche quelle che si sono connesse in diretta guardandoci in video e poi scrivendoci in chat le loro impressioni.<br />
Se volete, postatemi i vostri commenti e fatemi capire se l&#8217;incontro vi è piaciuto, se era come ve lo aspettavate o se invece vi ha sorpreso&#8230;<br />
Io personalmente mi sono divertita. Mi sono piaciute le vostre osservazioni, le vostre idee, i vostri pensieri. E spero che in futuro questo filo che ora ci unisce possa permetterci di confrontarci ancora: cosa sempre utilissima!</p>
<p>Detto ciò, quello che mi preme sottolineare qui è un messaggio che ritengo fondamentale.</p>
<p>Nel momento stesso in cui si diventa mamma (che per me vuol dire dal momento in cui una si accorge di aspettare un bambino) cambiano tante cose e non sempre in positivo. Le mamme lo sanno. Sul lavoro non sei più considerata come prima, le amiche senza figli all&#8217;improvviso non ti capiscono più, ti ritrovi attorniata da gente che ti deve consigliare, che ti deve &#8220;aiutare&#8221; ad essere mamma, perché tu da sola non sei in grado di farlo, mentre loro, che ci son già passate, sanno &#8220;cosa è bene e cosa non lo è&#8221;.</p>
<p>Ecco questo è un messaggio che non mi piace.<br />
Secondo me: ogni mamma è perfettamente capace di essere mamma nel modo migliore del mondo, per lei e per il suo bambino.<br />
Purtroppo spesso le mamme questo non lo sanno e temendo di non essere all&#8217;altezza si deprimono, si confondono, si sentono inadeguate&#8230;<br />
E i media di certo non aiutano. Non mi voglio dilungare qui sui messaggi (ma se volete in privato ve ne racconto di incredibili!)  che vengono passati alle mamme e che purtroppo altro non fanno se non mandarle in confusione!</p>
<p><strong>Quello che io voglio è una informazione DELLE MAMME PER LE MAMME!</strong> L&#8217;ho detto anche questa mattina. Le mamme hanno una voce, forte e chiara. Devono solo tirarla fuori e farsi sentire.<br />
Le mamme blogger possono, se vogliono, essere di grande aiuto per chi ha appena avuto un bambino ed ha paura di non essere all&#8217;altezza. Tanti blog sono nati appunto per cercare sostegno in un momento, quello della nascita del primo figlio, in cui ci si sente più inadeguate e vulnerabili. Senta sputar sentenze o imporre le proprie idee o le proprie scelte. Semplicemente scrivendo della propria esperienza e mettendola così a disposizione di tutte&#8230;</p>
<p>Questo mi preme molto come messaggio. <strong>Le mamme hanno bisogno di un nuovo tipo di informazione: quella delle mamme come loro!</strong></p>
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