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Ho letto: Di materno avevo solo il latte
Il tema centrale di questo simpatico volume è la depressione post parto. L’autrice infatti ci è passata attraverso e, profondamente colpita dall’esperienza, l’ha descritta in questo libro.
La Depressione post parto colpisce molte mamme nelle settimane successive alla nascita del bambino e può presentarsi in modo lieve, ma anche molto profondo. E’ un problema da non sottovalutare che spesso non può essere superato senza l’aiuto di qualcuno (possibilmente del marito e dei famigliari).
Per questo motivo ho trovato il volume interessante: tratta un argomento che, a mio parere, non è ancora del tutto libero da pregiudizi. Non se ne parla abbastanza alle future mamme, spesso arrivano al parto senza sapere che possono essere colpite da depressione, che non c’è nulla di strano e, soprattutto, che non devono avere paura di chiedere aiuto…
Affrontare la maternità è un’avventura bellissima, ma non è una semplice passeggiata. Prima di imparare a gestire un nuovo essere umano che dipende totalmente da noi, può capitare di sentirsi inadeguate e sperse. A volte anche disperate… L’importante è capirlo e saper chiedere aiuto in tempo.
Questo volume può essere un utile regalo alle mamme in attesa o che hanno appena partorito, perché potrebbe aiutarle a gestire un’eventuale depressione post parto in modo più sereno e col sorriso sulle labbra.
Per chi fosse interessata, incollo qui sotto una descrizione del libro (presa da IBS). [Read more →]
luglio 8, 2011 1 Comment
Ho letto: Bianca come il latte, rossa come il sangue
Ringrazio questo libro per avermi fatto tornare per qualche ora ai tempi del liceo. Quando stavo tra i banchi, in mezzo alle versioni, MAI avrei detto che un giorno avrei guardato indietro con nostalgia a quel periodo.
Non che lo vivessi male, per carità, ma ricordo che si studiava parecchio e all’epoca la cosa non mi andava molto a genio. Solo che le cose cambiano. Se tornassi indietro ora (con l’esperienza che ho adesso, chiaramente!) mi godrei molto di più il periodo, dove le uniche vere preoccupazioni erano l’interrogazione di latino o il compito in classe del giorno dopo.
Lo so che se qualche adolescente passerà di qua (anche se ne dubito) penserà che sono la solita adulta che non capisce niente. D’altra parte era esattamente quello che pensavo pure io degli adulti quando avevo 16 anni.
La verità è che se anche io dall’adolescenza ci sono passata e, superandola, mi son fatta una certa esperienza, questa esperienza non potrà servire che a me e a me soltanto. Inutile che io dica a un sedicenne: “Guarda che…”. Se su certe cose non ci sbatti il muso, non ti convinci. Tantopiù quando hai 16 anni. Cercherò di ricordarmi queste riflessioni quando i miei figli arriveranno all’adolescenza… oppure tornerò qui e cancellerò questo post!
Comunque, tornando al libro, è la storia di Leo, un liceale come tanti. Motorino, MP3, calcio con gli amici, amori impossibili e mai ricambiati, professori distanti e incomprensibili… Uno dei tanti.
Ma D’Avenia dimostra di saper guardare bene dentro i ragazzi, di capire quello che pensano o provano (probabilmente perché si ricorda ancora benissimo cosa pensava e provava lui quando stava tra i banchi).
Emozioni, sentimenti e pensieri del protagonista scorrono tra le pagine in modo semplice, ma a volte anche profondo e commovente.
La crescita interiore è sempre un passaggio difficile per i ragazzi, ma per Leo lo è ancora di più a causa di amore triste e sfortunato. Ma intorno ci sono gli amici, quelli veri, quelli che spesso si incontrano a quell’età e poi durano tutta la vita. E che lo aiutano a diventare grande!
Insomma una lettura piacevole, senza pretese, ma che alla fine lascia una dolce nostalgia.
In conclusione, lasciatemi spendere due parole sull’autore. La sera che ho conosciuto Alessandro D’Avenia, devo dire che mi ha parecchio colpito. Eravamo ad un incontro sulla famiglia, come ospiti, e lui ha detto delle cose che ho apprezzato molto. Fa il professore in qualche liceo di Milano e mi son ritrovata a pensare che sarebbe bello ficcargli in aula qualcuno dei miei figli. Per fortuna, ho ancora un po’ di tempo per organizzarmi e per convincerli che è meglio non mollare lo studio dopo le elementari!
Per gli studenti sarebbe importante trovare in classe dei professori con la stessa passione, lo stesso amore e la stessa comprensione per i nostri ragazzi che mi ha comunicato questo giovane autore.
Per chi fosse interessata, incollo qui sotto una descrizione del libro e una recensione (prese da IBS). [Read more →]
dicembre 3, 2010 2 Comments
Arriverà anche qui il latte alla melamina?
Ecco, alla fine han beccato anche lei! Posso dire che non mi sorprende?
Leggo oggi su La Repubblica:
“Tracce di melamina. Sequestrati prodotti Nestlè”
“TAIPEI – Il ministero della sanità di Taiwan ha ritirato dalle vendite 6 prodotti lattei della Nestlè, destinati alla prima infanzia e agli anziani, in cui erano state trovate tracce di melamina, il composto chimico tossico al centro dello scandalo cinese del latte adulterato. Il ministero ha in ogni caso assicurato che i livelli minimi di melamina individuati nel prodotti caseari non avrebbero costituito un rischio per la salute. I prodotti della Nestlè sono solo gli ultimi di una lunga serie di alimenti made in China scoperti a Taiwan con la sostanza utilizzata nella fabbricazione della plastica.”
La Nestlè nei giorni scorsi aveva smentito alla grande, con comunicati stampa a destra e manca, ma chissà perché non mi avevano convinto.
Naturalmente il trafiletto sul giornale è piccolissimo e chiarisce che “i livelli minimi di melamina… non avrebbero costituito un rischio per la salute”!
Nel sito Nestlè, tra i comunicati stampa, ne vedo uno del 22 settembre. Comincia così:
“Nestlé Italiana, addolorata per il dramma dei bambini cinesi contaminati da melamina…”
Me la vedo piangere sul latte versato (e venduto a peso d’oro!).
Occhi aperti mamme, il problema potrebbe non essere così lontano da noi e dai nostri bambini come ci è stato fatto intendere.
ottobre 3, 2008 No Comments



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