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Il lavoro di UNICEF in Africa
Al rientro dalla Tanzania, dopo qualche giorno di pensieri confusi ed emozioni forti, è giunto il momento di raccontarvi qualcosa di questa intensa esperienza insieme a UNICEF e P&G.
Al di là delle solite osservazioni tipo: “è come essere in un altro mondo” (peccato che invece è proprio lo stesso mondo in cui viviamo anche noi!) ci sono altre riflessioni che vorrei condividere qui sul mio blog.
Una di queste è il lavoro di UNICEF.
Seguendo la filosofia profonda insita anche nella frase “Se incontri un povero non dargli del pesce, insegnagli a pescare”, UNICEF si impegna profondamente nella formazione: di medici, di operatori sanitari, di insegnanti ed educatori, di personale tecnico, di mamme, di ragazzi… E’ un lavoro molto intenso e faticoso, che deve superare anche alte barriere culturali e abbattere i muri di credenze popolari dure a morire (Del tipo che bisogna evitare di farsi vaccinare perché viene inoculato il virus del cristianesimo!).
In Africa si deve insegnare tutto, anche le regole che a noi sembrano più ovvie. Per esempio si deve insegnare l’importanza di lavarsi le mani (possibilmente col sapone!) e di curare l’igiene personale, di conservare l’acqua in modo che non venga contaminata e non diventi un pericoloso veicolo di virus e infezioni.
Si deve insegnare a gestire una gravidanza, convincendo le donne ad andare a partorire in ospedale invece di farlo in casa, dove spesso il cordone ombelicale viene tagliato con coltelli utilizzati in cucina o nei campi (con il risultato che il parto si trasforma spesso in tragedia per la mamma e per il bambino).
Si deve insegnare le basi di una corretta alimentazione in modo che posano nutrirsi in modo più equilibrato e salutare anche con le poche risorse che hanno a disposizione (La semplice informazione che un’alimentazione variata è la più sana e utile per mantenersi in forma, manca del tutto).
Si deve insegnare a non discriminare i disabili o le persone colpite da particolari disturbi congeniti (per esempio si lavora per far capire che gli albini sono persone come le altre e non hanno organi interni con poteri magici, terrificante credenza che si porta dietro pratiche inumane che vi lascio immaginare).
E quelli che ho riportato qui sopra sono solo alcuni esempi.
C’è tanto lavoro da fare.
Il bello è che nei volti delle persone che ho incontrato ho visto la voglia di fare, di collaborare, di aiutare.
Nei villaggi ognuno impegna parte del suo tempo per il bene comune e per la collettività.
Purtroppo ho visto anche tanta povertà e una triste rassegnazione (specialmente nel volto delle mamme con in braccio i loro bimbi malati negli ospedali).
E questa mancanza di speranza è dolorosa e angosciante…
Ma UNICEF sta lavorando bene e ne sono la prova le tante dimostrazioni di affetto che l’organizzazione ha ricevuto in ogni ospedale, scuola o villaggio che abbiamo visitato durante la missione in Tanzania.
E’ chiaro che il lavoro da fare è tanto, tantissimo.
Ma alle volte anche dare una mano non è così semplice come potrebbe sembrare.
Quando ero là, vista la povertà in un villaggio, ho espresso il desiderio di ottenere un indirizzo postale a cui inviare di volta in volta i vestiti che i miei bambini non usano più. Un semplice gesto che pensavo avrebbe potuto essere utile. Ma qualcuno mi ha segnalato che in quel modo avrei rovinato il sarto del villaggio, che a causa dei vestiti inviati da me avrebbe perso il lavoro…
Questo per dire che per aiutare davvero è meglio conoscere a fondo le dinamiche di vita nei villaggi o affidarsi a chi le conosce bene.
Se volete però un piccolo gesto di aiuto lo potete fare fin da subito e in modo molto semplice: basta un vostro click.
Infatti UNICEF, affiancata da P&G, lancia nuovamente la campagna contro il Tetano neonatale (iniziata nel 2010) e per ogni vostro click P&G si impegna a regalare un vaccino!
Si tratta di una piccola cosa, ma da qualche parte si deve pur iniziare, non trovate?
Inoltre, per ogni confezione di prodotto partecipante all’iniziativa venduta, P&G donerà all’UNICEF l’importo necessario per l’acquisto di una dose di vaccino antitetano.
Per ulteriori informazioni sulla Campagna “1 bacio=1 vaccino” e per visionare l’elenco di prodotti P&G che partecipano all’iniziativa, visitate il sito UNICEF.
Per donare con un semplice click, cliccate qui!
ottobre 18, 2011 7 Comments
Anche in Africa l’informazione passa dalle mamme! :-)
In questi giorni sono in Africa al seguito di UNICEF e P&G per vedere come l’organizzazione benefica agisce sul territorio nella prevenzione e nella cura dei principali problemi dei bambini in questo paese.
Oggi siamo andati a visitare un ospedale a un’ora circa da Zanzibar e poi abbiamo incontrato delle mamme… delle mamme che fanno un lavoro per certi versi molto simile al mio: parlano con le altre mamme!
Solo che il loro lavoro ha un fine molto più importante: salvare molte vite umane, tutti i giorni.
Queste mamme hanno seguito un corso per insegnare alle altre mamme come loro a nutrire correttamente i bambini e a prevenire le principali malattie!
Ora cercherò di spiegarvi come funziona questo importantissimo progetto UNICEF!
In Africa metà della popolazione è formata da bambini e ogni donna ha in media 5/6 figli. Tra i problemi più grandi da affrontare ci sono di certo la malnutrizione e le malattie.
Le donne africane tornano solitamente a lavorare 3 giorni dopo il parto, stanche e stremate come si può essere dopo la nascita di un figlio. Di solito allattano al seno per circa 2 settimane (sì, sì, avete letto bene 2 SETTIMANE). Poi iniziano a introdurre diversi alimenti come succhi, fagioli, patate, radici, acqua. Questi alimenti sono pericolosissimi per i bambini e non solo perché il loro apparato digerente non è pronto a riceverli, ma sopratutto perché sono alimenti contaminati e portatori di malattie come il tetano neonatale o la diarrea, che, se non curate in tempo, sono mortali.
Per darvi un’idea di quanto queste malattie siano pericolose in questo paese, vi riporto una notizia che mi ha colpito molto. Medici e operatori del settore sanitario consigliano anche alle mamme portatrici del virus HIV di allattare esclusivamente al seno il neonato, nonostante esista rischio di passaggio del virus dell’AIDS con il latte materno. Ci sono infatti fior di ricerche che dimostrano che il rischio di morte neonatale dovuto ad alimentazione con cibo contaminato è più alto rispetto a quello di contagio HIV.
Si sceglie, in pratica, il male minore, che è il rischio di contrarre l’AIDS!
Questo la dice lunga su quanti bambini muoiono in Africa a causa di ingestione di alimenti contaminati.
Ed è per questo che è così importante insegnare alle mamme che i neonati vanno allattati esclusivamente al seno per almeno 6 mesi (meglio se si riesce ad arrivare ai 2 anni d’età) e che devono essere vaccinati contro le principali malattie.
Purtroppo la cosa non è così semplice! Infatti per tradizione e cultura popolare i neonati vengono nutriti anche con alimenti diversi dal latte materno. Le vecchie del villaggio, le nonne consigliano alle mamme le antiche ricette, che spesso sono anche intrise di credenze e superstizioni difficili da scalzare.
Lo stesso dicasi per le vaccinazioni: considerate, specialmente dagli anziani del villaggio, con sospetto, quando non addirittura nocive!
Le mamme spesso non hanno la forza di opporsi alle antiche tradizioni e, se si aggiunge la diffidenza verso i medici e gli ospedali (che restano comunque pochi e difficili da raggiungere), è facile capire come siano ancora troppe le mamme che nutrono i propri piccoli in modo sbagliato e molto pericoloso.
E come siano ancora troppe quelle che non fanno vaccinare i propri figli.
Per questo motivo UNICEF e il governo africano hanno pensato di fare arrivare alle mamme l’informazione attraverso un canale di cui si possono fidare: le altre mamme!
In pratica il governo “arruola” le mamme e UNICEF le istruisce su come insegnare alle altre mamme l’importanza di allattare esclusivamente al seno e di vaccinare i propri bambini.
Queste mamme portatrici di informazioni così vitali, sono le stesse che sono cresciute nei villaggi. Conoscono le altre mamme a cui vanno a parlare, magari sono andate a scuola insieme da piccole, sono le amiche con cui giocavano durante l’infanzia…
Le mamme seguono dei corsi, organizzati da UNICEF, e imparano le principali linee guida per l’alimentazione corretta e la prevenzione delle principali malattie. Poi, girano di villaggio in villaggio a spargere notizie e informazioni…
Inutile dirvi che questo progetto ha avuto e continua ad avere molto successo e che è considerato uno dei modi più efficaci per prevenire la mortalità infantile in Africa.
Nella prima foto che illustra questo post, ci sono in primo piano due mamme volontarie che, seguito il corso di UNICEF, vanno per i villaggi a insegnare alle altre mamme come nutrire e curare i loro bambini.
Nella seconda vedete un bimbo che ho incontrato oggi in ospedale.
Nella terza vedete una mamma con il suo bimbo, che ora sta bene. Il piccolo qualche mese fa era malnutrito ed è stato curato in ospedale grazie all’intervento delle mamme volontarie!
ottobre 11, 2011 8 Comments
In Tanzania per la campagna contro il tetano neonatale
Domenica mattina, più o meno verso le 5, parto e vado in Tanzania, al seguito di Unicef e Dash per la campagna “Insieme contro il tetano neonatale”.
Al contrario di quello che potrebbe sembrare, non è stato facile prendere la decisione di partire. E non solo perché ho il TERRORE di salire su un aereo, tantopiù se da sola! (Da sola intendo senza la mia famiglia…).
Sono stata colta dai soliti dubbi da mamma: ce la faranno i bambini senza di me? Chi li porterà a scuola, a danza, a basket? Faranno i compiti? Cosa mangeranno? (Non sogghignate pensando che non sono una grande cuoca: quando si ha fame anche un sofficino è ben accetto!).
Ma poi mi sono detta che un’occasione simile nella vita non mi sarebbe capitata mai più. In Africa non sono mai stata, tantomeno al seguito di un’associazione umanitaria. Avrò l’occasione di toccare con mano come si vive in un paese del terzo mondo e immagino che sarà molto diverso che vederlo in qualche fotografia, come mi è capitato fino ad ora…
Si tratta di andare a vedere e a toccare con mano come UNICEF opera sul territorio, perché 130 milioni di donne e i loro bambini sono ancora a rischio di contrarre questa malattia durante il parto.
Il progetto si prefigge di eliminare totalmente la malattia entro il 2015 e P&G e Unicef ce la stanno mettendo tutta per raggiungere l’obiettivo!
Se volete dare una mano anche voi, fino al 31 dicembre 2011, potrete fare una donazione facendo la spesa, semplicemente acquistando i prodotti P&G collegati alla campagna: per ogni vostro acquisto P&G donerà un vaccino.
E presto sarà possibile donare anche online con un semplice clic su Facebook e Twitter.
Io da parte mia, vi testimonierò quello che ho visto, qui sul blog, sulla mia pagina di Facebook e su Twitter.
Intanto, guardate l’intervista che Matilde ha fatto a Valeria Mazza, testimonial della campagna!
ottobre 5, 2011 13 Comments
Ho letto: Il cervello delle mamme
Quando qualche mese fa ho letto dell’uscita di questo libro ho subito deciso che l’avrei letto. Infatti è stato scritto per sostenere una tesi che io credo sia verissima, perché l’ho provata personalmente.
Sono anni infatti che sostengo con le amiche che in seguito alla maternità le ore della mia giornata sono diventate assai più produttive! Mi spiego meglio: se prima di avere figli per prendere decisioni o eseguire dei lavori avevo bisogno di un certo tempo, dopo le gravidanze questo tempo si è accorciato di parecchio. Sono diventata MOLTO più veloce, MOLTO più organizzata, MOLTO più decisa (mio marito dice anche MOLTO più rompiballe, ma gli uomini, si sa, tendono sempre a lamentarsi di qualcosa!).
E questa è appunto la tesi sostenuta in questo libro: diventando madri il cervello diventa molto più efficiente e veloce. Impara a rinnovarsi velocemente e ad adattarsi a seconda delle necessità, perché ora la nuova mamma non si deve occupare solo di sè stessa, ma anche di un’altra creatura e, generalizzando, anche della sopravvivenza della specie!
E’ naturale quindi che le facoltà mentali delle mamme siano accentuate e potenziate per poter far fronte alle necessità dei cuccioli e del nuovo assetto famigliare.
Il libro è quindi molto interessante e istruttivo, anche se molto scientifico nella sua narrazione. E’ infatti un vero e proprio saggio che aiuta le mamma a capire che “sei più forte di quanto sembri, e più in gamba di quanto pensi!” come sostiene da anni anche il simpatico orsetto Winnie the Pooh!
Per chi fosse interessata, incollo qui sotto una descrizione del libro (presa da IBS). [Read more →]
luglio 14, 2011 6 Comments
Mamme e bambini: regali strani, assurdi o divertenti!
In questi ultimi giorni ho scandagliato un po’ il web girellando su siti dedicati a mamme e bambini e così ho scoperto oggetti un po’ particolari, strani (a volte addirittura assurdi!).
E così ho deciso di scrivere questo post per condividere con voi queste pazzie della rete e consigliarvi qualche regalo originale per mamme in attesa o che hanno appena partorito.
Quante di voi per esempio, in seguito a parto cesareo, hanno sognato di avere a disposizione delle splendide mutande leopardate, rinforzate sul davanti?
Eccole:
Le trovate in vendita a 35 dollari sul sito Czela Bellies. E grazie alla Gift Card potete anche regalarle all’amica che ha appena partorito! [Read more →]
marzo 22, 2011 9 Comments











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